ristorante | tráto

2025 | Ciriè (Torino) | 135 mq


Era una macelleria, sì proprio così, la vecchia macelleria sotto i portici di Ciriè, con retrobottega residenziale affacciato su corte interna, all’interno di un edificio dei primi del Novecento.

L’intervento si configura come un’operazione di recupero conservativo e riuso funzionale, finalizzata alla realizzazione di un ristorante contemporaneo. Il concept progettuale si fonda sull’integrazione tra memoria storica del luogo e una nuova identità ispirata alla cultura della convivialità, reinterpretata attraverso richiami allo spirito del “compartir” madrileno. Tale dualità si riflette nella scelta dei materiali, nella composizione cromatica e nella configurazione degli arredi.

Dal punto di vista distributivo, il progetto mantiene leggibile la distinzione originaria tra i due ambiti principali, spazio commerciale su fronte strada e retro residenziale, valorizzandone le specificità architettoniche e materiche.

L’ambiente principale, corrispondente alla ex macelleria, è stato oggetto di un intervento volto a preservarne i caratteri identitari. Sono stati mantenuti e valorizzati elementi distintivi quali l’insegna storica su affaccio pedonale e i rivestimenti murari in lastre di marmo, che continuano a definire l’immagine dello spazio e a restituirne la memoria d’uso originaria. Il pavimento è stato trattato con finitura in resina, scelta che consente di uniformare la superficie e al contempo dialogare in maniera neutra con le preesistenze.

Il volume precedentemente occupato dalle celle frigorifere è stato completamente demolito e riconfigurato per ospitare i servizi igienici a servizio del pubblico. Questo nuovo nucleo funzionale si attesta su un elemento distributivo longitudinale concepito come spazio di connessione neutro: un “tunnel” monocromatico che media il passaggio tra ambienti con caratteri fortemente differenziati.

La porzione retrostante, corrispondente alla precedente unità abitativa, è stata riconvertita in sala ristorazione. In questo ambito il progetto valorizza un ulteriore elemento storico di rilievo, rappresentato dalla pavimentazione originale in cementine, recuperata e mantenuta come matrice identitaria dello spazio. A differenza dell’ambiente su strada, qui la componente cromatica si intensifica, generando un’atmosfera più calda e immersiva che dialoga con il disegno e la patina del pavimento esistente.

Il sistema degli arredi, disegnato su misura, svolge un ruolo fondamentale nella costruzione dello spazio. Elementi in legno e ferro definiscono tavoli modulari configurabili come “social table”, favorendo la condivisione e la flessibilità d’uso. Le strutture espositive, come le griglie porta-vini, contribuiscono a ritmare le pareti senza risultare invasive, mantenendo coerenza con il linguaggio complessivo dell’intervento.

L’illuminazione è stata progettata con un approccio puntuale e calibrato, evitando effetti scenografici e privilegiando una luce diffusa e funzionale. Fa eccezione l’elemento illuminante collocato nello spazio di connessione, concepito come segno iconico e scultoreo, capace di conferire identità al passaggio e di marcarne il ruolo all’interno della sequenza spaziale.

Nel complesso, il progetto si distingue per un equilibrio tra conservazione e trasformazione, in cui ogni scelta progettuale contribuisce a mantenere viva la memoria del luogo, reinterpretandola attraverso un linguaggio contemporaneo coerente e misurato.

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